Fondatori, Curatori e Donatori

(in ordine cronologico di data di nascita e di attività svolta in favore del museo)

Carlo Bajnotti (1868-1943) fu fondatore di uno dei più prestigiosi laboratori di tassidermia italiana che aveva sede a Torino e per molti decenni fu indicato come Regio Laboratorio di Casa Savoia. A tutt’oggi sono conservati in museo diverse preparazioni appartenute a lui e a suo figlio Silverio Bajnotti.

Cav. Nan Alberto (1892-1980) contribuì con la sua collezione privata all’avvio e istituzione di diversi civici musei, tra cui il Civico Museo di Storia Naturale di Jesolo, lasciando in eredità e in uso numerosi reperti zoologici, una prestigiosa biblioteca ed emeroteca, oltre ad una pinacoteca tematica.

Prof. Pietro Parenzan (1902-1992), speleologo, malacologo e biologo marino di fama internazionale, fu direttore e fondatore della Stazione di Biologia Marina di Porto Cesareo (LE) e del Museo del Sottosuolo di Taranto, come pure docente in diverse facoltà universitarie. Nel 1981 coinvolse e costituì un gruppo di giovani ricercatori, che nella Penisola Salentina si adoperarono nel monitoraggio e catalogazione di reperti scientifici. Sotto la sua autorevole supervisione, tutto il materiale fu oggetto di approfonditi studi riferiti soprattutto al materiale spiaggiato. La sezione di malacologia del Civico Museo di Jesolo, da lui ideata, è stata il fondamento di numerose ricerche universitarie con decine di tesi e studi sperimentali.

Cav. Pietro Sassaro (1901-1996), ex comandante dei Vigili Urbani di Jesolo, a lui si deve il merito dell’istituzione del Civico Museo di Storia Naturale di Jesolo (1989), in quanto alla sua morte donò al Comune le sue collezioni che, in qualità di appassionato autodidatta, pazientemente costituì in decine di anni di ricerche e di lavoro di preparazione.

Rag. Caggiano Raffaele (1942-1999), allievo delle figlie (Vera e Cecilia) di Silverio Bajnotti, fu uno tra i più grandi tassidermisti e preparatori di sculture d’arte animalier italiani. Visse e lavorò per oltre vent’anni nella città di Torino e successivamente in Spagna sino al suo prematuro decesso. Le sue preparazioni sono a tutt’oggi presenti nei più prestigiosi musei e collezioni trofeistiche nazionali ed europee. Il museo di Jesolo dispone di gran parte della sua personale collezione.

Conservatore museale Alfonso Cantarero, è stato fondatore titolare del laboratorio di tassidermia “TassiArt 1970-1992” a Catania. Ha avuto un ruolo determinante nella realizzazione del Museo Naturalistico dell’Università di Catania e del Civico Museo di Storia Naturale del Salento; è stato Fondatore Conservatore del Civico Museo di Storia Naturale del Parco dell’Aspromonte di Cittanova e del Civico Museo del Delta del Po. Attualmente è capo conservatore onorario del Civico Museo di Jesolo (VE) e del Museo di Cisano di Bardolino (VR). Ha realizzato i diorami naturalistici del Parco della Sila e dei Nebrodi. Nell’ultimo decennio si è soprattutto dedicato all’attività di restauro di reperti storico-museali, dimostrando capacità e conoscenze di rilievo europeo. A lui viene riconosciuto il merito di aver salvato o ridato interesse didattico-scientifico a numerosi preziosi reperti di datazione ottocentesca.

Dott. Andrea Degl' Innocenti (1946 - 2010) - DONATORE, nato a Livorno il 19/08/1946 e prematuramente scomparso a Parma, dopo una breve malattia, l’8/12/2010, sin da ragazzo manifestò una grande passione per tutte le attività all’aria aperta, passione trasmessagli dal nonno materno, capace agricoltore toscano. Fino alla fine degli anni ’80 si dedica quasi esclusivamente allo studio avi – faunistico nelle zone del Foggiano, dove abitò da ragazzo, e del Ravennate, dove in quel periodo risiedeva. Fu padre e marito esemplare e seppe professionalmente e brillantemente realizzarsi nell’ambito bancario. Con il trascorrere degli anni sentì l’esigenza di pianificare viaggi di studio e venatori, in Africa, Austria e in Ungheria. Profondo conoscitore della fauna alpina e appenninica, fu membro del Safari Club International e SCI Italian CHAPTER, frequentò diversi corsi che gli permisero di ottenere diverse abilitazioni e brevetti nell’ambito della caccia di selezione agli ungulati e nelle valutazioni trofeistiche. La famiglia ha seguito la sua volontà di donare la sua collezione trofestica ad un civico museo, e così è stato.